Disegno tecnico astratto di un territorio rurale con linee sottili che collegano piccoli nodi, su fondo scuro con accenti bronzo e ocra

Economia collaborativa e territori

Sharitories: parte la sperimentazione nei territori rurali

Un progetto supportato da OuiShare che esplora come le pratiche collaborative possano reinventare i territori, dalle grandi città ai centri più piccoli e alle aree rurali.

Primo workshop rurale · 29 giugno 2015 · Calvanico (Salerno)

Percorsi

Notizie, storie e strumenti per i territori collaborativi

Sharitories raccoglie aggiornamenti sui workshop, racconti di iniziative collaborative e risorse pratiche per chi lavora allo sviluppo locale.

Disegno tecnico astratto di una mappa territoriale con nodi collegati da linee sottili, toni scuri e dettagli bronzo

16 luglio 2015

Il primo workshop in area rurale

Il 29 giugno 2015 a Calvanico, in provincia di Salerno, si è svolto il primo workshop di Sharitories in un'area rurale. Calvanico è sede di RuralHub.

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Disegno tecnico astratto di una rete di nodi e percorsi su fondo scuro, con linee sottili e accenti bronzo che evocano mobilità condivisa

13 novembre 2014

Mobilità condivisa per gli anziani in Belgio

Un contributo di Angelo Meuleman, OuiShare Connector e fondatore di Taxistop, su una soluzione di mobilità condivisa che non richiede uno smartphone.

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Disegno tecnico astratto di un territorio con linee di connessione e nodi collaborativi, toni blu scuro e oro su fondo neutro

Strumenti

Collaborative Territories Toolkit, Alpha Draft

Il primo draft del Toolkit per i Territori Collaborativi è stato rilasciato per raccogliere commenti. Il lavoro nasce da una ricerca sui toolkit esistenti e da incontri pubblici, tra cui la Smart City Exhibition 2014 a Bologna, dove il Toolkit ha ricevuto un primo riscontro.

Il Toolkit è pensato per amministrazioni e attivisti locali che vogliono integrare i temi dell'economia collaborativa nelle strategie di sviluppo del proprio territorio.

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Storie e interviste

Voci e casi studio dalla condivisione

Interviste con esperti e racconti di iniziative collaborative, pubblicati tra ottobre e novembre 2014.

Contributi pubblicati
DataContributo
10 ottobre 2014Intervista con Neal Gorenflo, co-fondatore di Shareable
22 ottobre 2014Intervista con Marta Mainieri e Lorenzo Brambille, co-fondatori di Collaboriamo!
13 novembre 2014Mobilità condivisa per gli anziani in Belgio (Taxistop)
20 novembre 2014La Map Jam in Svezia: mappare le iniziative collaborative

Tutte le storie e le interviste

Il gruppo di lavoro

Un progetto aperto, con un piccolo team di coordinamento

Sharitories è un progetto globale di OuiShare e resta aperto ai contributi, ai feedback e agli input della comunità. Un piccolo team di Connectors segue l'iniziativa.

  • Simone CiceroOuiShare Connector · Rome & Italy
  • Stina HeikkiläOuiShare Connector · Rome
  • Albert CañigueralOuiShare Connector · Spanish Language
  • Samuel RoumeauOuiShare Connector · Bordeaux
  • Marta RossatoOuiShare Member · Roma
  • Mirko BalducciOuiShare Member · Firenze

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Adotta e supporta

Contribuisci alla ricerca sui territori collaborativi

Disegno tecnico astratto di una grande mappa distesa su un piano, con segnaposti e note collegate da linee sottili, toni caldi e neutri

Individui e organizzazioni possono sostenere Sharitories partecipando al dibattito, inviando feedback e contribuendo alla ricerca e alla documentazione del progetto. È possibile compilare il questionario dedicato al Collaborative Territories Toolkit.

Come sostenere il progetto

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Le sezioni di Sharitories

L'economia collaborativa non è un fenomeno esclusivamente urbano: nelle aree rurali e nei piccoli centri essa trova spesso un terreno fertile fatto di legami consolidati, risorse condivise e una conoscenza profonda del territorio. Sharitories nasce proprio da questa intuizione, esplorando come le pratiche collaborative possano reinventare i luoghi al di fuori delle grandi città. L'idea è che la condivisione, la mutua assistenza e la cooperazione tra abitanti non siano novità da importare, ma possibilità da riconoscere, valorizzare e mettere in rete, trasformando ciò che già esiste in un motore di sviluppo locale.

Il percorso di sperimentazione nei territori rurali rappresenta il cuore del progetto: un modo per osservare da vicino come le comunità affrontano le proprie sfide quotidiane e quali risposte collaborative riescono a costruire. Attraverso incontri, workshop e momenti di confronto aperto, i partecipanti sono invitati a raccontare le proprie esperienze, a mettere in comune strumenti e a immaginare insieme soluzioni possibili. Non si tratta di applicare modelli preconfezionati, ma di partire dalle esigenze reali di chi vive quei luoghi, dando valore alle pratiche che emergono dal basso.

Il Toolkit di Sharitories è pensato come una cassetta di strumenti aperta, rivolta a chiunque voglia comprendere e attivare dinamiche collaborative nel proprio contesto. Raccolta di schemi, suggerimenti e riferimenti pratici, il toolkit accompagna amministrazioni locali, associazioni, giovani e cittadini nel percorso che porta dall'idea all'azione. L'obiettivo è rendere accessibili metodi e linguaggi che spesso restano confinati in ambiti specialistici, offrendo una base comune su cui costruire progetti condivisi e adattabili alle diverse realtà territoriali.

Le storie raccolte lungo il cammino del progetto raccontano di iniziative nate dall'incontro tra persone, competenze e risorse diverse. Sono esperienze di condivisione di spazi, di saperi e di servizi, capaci di generare legami là dove prima c'erano distanze. Raccontare queste pratiche significa renderle visibili e replicabili, mostrando che l'innovazione sociale non passa soltanto per la tecnologia, ma anche per la capacità di immaginare insieme nuove forme di convivenza e di cura dei luoghi. Ogni storia è un tassello che aiuta a comprendere il valore della collaborazione su scala locale.

Uno degli aspetti più interessanti del progetto è la tensione tra grandi città e territori più piccoli: contesti apparentemente lontani che condividono però sfide simili, come la necessità di ripensare i servizi, di trattenere i giovani e di dare nuovo senso ai luoghi. Sharitories propone un dialogo tra questi mondi, mettendo a confronto esperienze diverse e cercando punti di contatto. L'idea è che le soluzioni nate in periferia o nelle aree rurali possano ispirare anche i centri urbani, e viceversa, in uno scambio continuo di idee e pratiche.

La dimensione del workshop e del forum aperto è centrale nel modo in cui Sharitories intende lavorare. Incontri pensati per coinvolgere attivamente i partecipanti, dare spazio al dibattito e far emergere le diverse prospettive presenti in un territorio. Non luoghi di sola presentazione, ma momenti in cui si costruisce insieme, si sperimentano strumenti e si definiscono le tappe successive di un percorso condiviso. Il confronto aperto diventa così il metodo attraverso cui le idee prendono forma e le comunità si riconoscono come soggetti attivi del proprio sviluppo.

Le amministrazioni locali occupano un posto importante in questo percorso, perché possono facilitare o ostacolare le dinamiche collaborative a seconda di come scelgono di agire. Sharitories propone loro un ruolo di ascolto e di accompagnamento, più che di direzione, invitandole a riconoscere il valore delle iniziative che nascono dal basso e a costruire con esse alleanze durature. Lavorare insieme significa mettere in dialogo competenze istituzionali e saperi diffusi, trovando equilibri nuovi tra ciò che è pubblico e ciò che è condiviso, senza perdere di vista le esigenze concrete delle persone.

I giovani sono tra i protagonisti più vivaci di questa sperimentazione: portano idee, energia e una familiarità naturale con forme di collaborazione orizzontali. Allo stesso tempo, nei territori rurali e nei piccoli centri spesso faticano a trovare occasioni per esprimere il proprio potenziale. Sharitories cerca di creare spazi in cui le loro proposte possano emergere e misurarsi con il contesto locale, trasformando la voglia di fare in progetti concreti. Coinvolgerli non è solo una questione di rappresentanza, ma una condizione per immaginare un futuro che sia davvero sentito e abitato da chi lo vivrà.

La cultura collaborativa, per radicarsi, ha bisogno di strumenti ma anche di racconti, di linguaggi e di occasioni per riconoscersi. Per questo Sharitories alterna momenti di lavoro pratico a spazi di narrazione, in cui le esperienze diventano patrimonio comune. Le storie condivise aiutano a dare senso a ciò che si fa, a superare la solitudine di chi sperimenta e a creare legami tra territori lontani. È in questo intreccio tra fare e raccontare che la collaborazione smette di essere un'idea astratta e diventa una pratica quotidiana, capace di trasformare lentamente ma in profondità i contesti in cui si radica.

Guardare ai territori collaborativi significa accettare che non esistano risposte uniche: ogni luogo ha la propria storia, le proprie risorse e le proprie contraddizioni. Sharitories non propone una ricetta, ma un atteggiamento, fatto di ascolto, sperimentazione e disponibilità a rimettere in discussione le proprie convinzioni. Il percorso continua, alimentato dagli incontri, dalle pratiche che emergono e dalle domande che restano aperte. In questo senso il progetto è anche un invito a immaginare collettivamente un'economia più attenta alle relazioni, capace di generare valore senza consumare i legami che rendono vivi i luoghi.